giovedì, 12 agosto 2004

Opinione e Verità
(post molto palloso)

Opinione e Verità. Relativo ed Assoluto.
Ovvero i due oggetti che sono alla base di tutto il casino che c'è dal punto di vista politico e culturale in Italia.
Spieghiamoci meglio: quante volte avete espresso un giudizio, magari pesantemente negativo, e vi siete sentiti rispondere "non sputare sentenze, molti la pensano diversamente" oppure "non essere impertinente" o peggio (e questo accade quando si parla di politica) "non fare ragionamenti da stalin".
Perchè? Cos'è che spinge la gente ad aver paura delle cose passate per verità? Perchè non appena una persona esprime un giudizio su qualunque cosa, tutti corrono a mediare, a ricercare compromessi?
Forse con un esempio o due mi spiego meglio. Prendiamo due frasi:
1) "la democrazia è un sistema di governo destinato a sparire"
2) "la musica di Britney Spears fa schifo".
Chi pronunciasse la prima frase in pubblico verrebbe subito considerato "tiranno", fascista, o peggio.
Invece, una frase del genere ha tutto il diritto di essere pronunciata, e a gran voce. Il tema della democrazia è il tema centrale di questo secolo: siamo sicuri che la democrazia sia l'unica forma di governo giusta? Siamo sicuri che con la democrazia siamo giunti ad un punto di arrivo, e non magari ad un punto di partenza? Siamo davvero sicuri che la democrazia garantisca realmente quei diritti che si vanta di voler garantire?
Certo, se uno si mette a sparare a zero conto qualunque cosa senza motivare le sue idee, non merita un secondo di ascolto.
La politica di oggi necessita di tesi: è quello che si chiede alla sinistra. La politica di oggi si riduce al compromesso, all'accordo a tutti i costi, al considerare in modo bidimensionale il mondo: "esistiamo noi ed esiste la realtà". Come fare per conciliare questi due aspetti in modo da limitare al minimo i danni? Questo, più o meno, è quel che cercano di fare i partiti di sinistra di adesso. E ogni volta che salta fuori qualcuno che dice "ragazzi stiamo sbagliando tutto, non si va da nessuna parte cercando il compromesso a tutti i costi" si grida al dittatore, che vuole imporre la propria idea e volontà su tutti, violando i sacri vincoli della democrazia.
No. Occorre cominciare a pensare in altro modo. Fare politica non è decidere a tavolino le sorti del mondo accordandosi con le persone che ti siedono accanto: fare politica certe volte è scaravoltare il tavolo su cui si discute. Perchè la nostra beneamata democrazia è in realtà una dittatura mascherata: è davvero garanzia di diritti universali un sistema di governo che lascia morire altre persone che cercano asilo politico perchè fuggiti da povertà e miseria? E' davvero indice di civiltà e umanità un sistema di governo che tollera al suo interno l'esistenza di multinazionali che arricchiscono lei e loro stessi sfruttando popolazioni intere, facendo profitti impiegando bambini e vecchi a lavorare 15 ore al giorno in condizioni disumane? E' davvero garanzia di rappresentanza popolare un sistema di governo che va in guerra nonostante più del 65% della popolazione sia contro la guerra intrapresa? E' davvero democratica, la democrazia? O forse aveva ragione Hobbes, che identificava lo Stato come un mostro che stritola e imprigiona i cittadini in prigioni di vetro, che danno la sensazione di libertà, che di fatto non esiste?
La politica di sinistra, se ha senso parlare di politica di sinistra oggi, dovrebbe iniziare a pensare a come migliorare le cose rendendosi conto che ora come ora le cose stanno andando male: occorre mettersi a pensare, gente, a ideare nuovi modi di vivere mai concepiti, a sviluppare la democrazia e a farla diventare davvero quello che tecnicamente dovrebbe essere: il governo della popolazione. Ora come ora in nessun paese occidentale è così. Aprite gli occhi.

La seconda frase, quella di Britney Spears, è la tipica frase da considerarsi "opinione": a chi dice "Britney Spears fa schifo" gli si può rispondere "farà schifo a te, a me piace". Certo: fin che si resta nella sfera soggettiva.
Consideriamo però per un momento la Musica nel suo insieme. Cosa contiene? Contiene Mozart, contiene Bob Dylan, contiene le Spice Girls, contiene i Metallica.
E' possibile dare un giudizio assoluto, e non relativo, alla musica? Secondo me si.
Secondo me certa musica fa oggettivamente schifo, e altra è oggettivamente bella. Lo so, pensate che sto sfiorando il delirio di onnipotenza. Non è così: è necessario iniziare a chiamare le cose con il loro nome, e non mascherarle con scuse e giri di parole.
Dire "la musica di Britney Spears non è un gran che, ma ha un successo planetario quindi se alla gente piace un motivo ci sarà" non è dire "la musica di Britney Spears è bella".
Ricordo che ciò che piace alla maggioranza non sempre è indicatore di giusto o sbagliato. Non è l'opinione, del singolo come del collettivo, che regola il mondo.
Non possiamo lamentarci del Grande Fratello se continuiamo a dire "però la maggioranza degli Italiani lo guarda, quindi merita rispetto":
no, sono stronzate. Britney Spears è merda. La cultura del "gusto", del "piace a tutti" è merda.
Con questo criterio l'Italia si è riempita di Reality Shows, di Letterine varie, di avanspettacolo, di cinema di terz'ordine.
Pensate ad un film a caso di Boldi e De Sica: sono sempre campioni di incassi. Piacciono, non c'è che dire.
Resta il fatto che sono merda. Sono oggettivamente merda.
La nostra generazione in particolare ha subito un vero lavaggio del cervello: siamo stati educati a non esprimere giudizi oggettivi, giudizi assoluti. Non siamo stati educati a pensare ad una Verità, ma solo ad un intrecciarsi di compromessi che fanno il Minimo Danno Possibile, o parallelamente che raggiungono il Maggior Consenso Possibile.
E qui ritorna la democrazia: se la maggioranza degli italiani volesse la guerra contro la Grecia, questa guerra sarebbe democraticamente giusta. Ma sotto ogni punto di vista, sbagliata. Anche Hitler è salito democraticamente.
Iniziamo a diffondere il concetto di brutto, di bello, di giusto e di sbagliato: è fondamentale che la gente inizi a giudicare le cose. Esiste secondo me un giusto universale, un bello universale, un buono universale, assoluto e non relativo.
Basta solo avere il coraggio delle proprie idee, e smettere di dire "secondo me".




























postato da: TheZar alle ore 01:28 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: etica

Commenti
#1    12 Agosto 2004 - 12:22
 
Secondo me, il "secondo me" è fondamentale. Perché senza il secondo me, nessuno ti ascolterà, nessuno avrà la voglia di prendersi la briga di riflettere su quello che dici. Se cerchi di importi, meccanicamente otterrai un rifiuto. Senza contare che, se non ti dimostri disponibile ad ascoltare le opinioni degli altri, non potrai mai accorgerti quando effettivamente gli altri hanno ragione, e sei tu a sbagliare.
Certo, poi le opinioni "universalmente" o "veramente" sbagliate (come quelle di Calderoli, per esempio) devono essere eradicate dalla faccia della terra. Ma credo che la violenza per questo non serva a nulla; semmai si può cercare il dialogo. Ma tanto non serve nemmeno quello. E ora ti spiego perché, e vengo alla seconda parte del mio discorso, che si rifà alla prima parte del tuo post.
Tu parli di prese di coscienza, di giustizia, di utopie. Perché contro gli interessi economici non si può andare. Sarebbe bello, ma non si può. That's why non cambierà mai nulla in meglio. Perché fin dai tempi di Pericle, a governare l'attica erano gli interessi economici, e non la volontà del sistema migliore possibile. La forma di governo, da quel punto di vista, non conta nulla. Possiamo cercare di intervenire sui diritti umani, ma anche lì i diritti umani saranno calpestati e stritolati nella misura in cui si oppongono agli interessi economici. E interessi di una stretta lobby, si badi bene.
L'uomo è una bestia schifosa senza speranza alcuna di redenzione.
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#2    28 Maggio 2009 - 01:49
 
Post molto interessante...
In un mio articolo spiego in che maniera questa dinamica che tu hai spiegato raffinatamente è parte integrante di un qualsiasi regime "democratico" che voglia controllare le masse...

Quando il singolo si vuole domandare qualcosa che va fuori dal campo proposto dal regime, nel suo ragionamento e nel suo processo per arrivare ad una conclusione, viene a mancare qualsiasi fonte di conferma o di prova a sostegno della sua tesi, così ogni idea che vorrebbe nascere diversa da quella del modello imposto dal leader, cresce piena di dubbi e senza nessun riferimento accertato, nessuna riprova sociale, nessuna conferma autorevolmente accettata. L’individuo rimane completamente isolato nel suo processo decisionale, senza fonti né conferme, e non potendo andarsi a cercare le fonti da solo porta a porta, spesso rinuncia ad arrivare ad una conclusione. In questo limbo di confusione e smarrimento, senza appigli reali, è molto più facile distrarsi e occuparsi di cose meno stressanti con discussioni futili. Ci si rifugia superficialmente nelle idee accettate da tutto il gruppo, ma senza dargli troppo peso, alle idee espresse a gran voce da chi è più esperto e convinto, e soprattutto da chi ha più Autorità per farlo.

PROMUOVERE LA CONFUSIONE: ESISTE SOLO IL GUSTO PERSONALE

Per chi fosse interessato il mio articolo si trova qui:
http://eccocosavedo.blogspot.com/2009/05/controllare-le-masse-3-dividere.html
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