Il Pregiudizio
Oggi, mentre leggevo il codice civile, mi è sovvenuto al cervello un pensiero: che differenza c'è tra "sbagliato" e "diverso"?
Questa domanda, che in apparenza può sembrare stupida (o mostrare gravi segni di squilibrio del sottoscritto) vuole riferirsi soprattutto al comune modo di pensare della gente di ogni epoca. In ogni periodo della sua esistenza l'uomo ha da sempre bollato come sbagliato o come diverso ciò che non ritiene giusto o ciò che non conosce, e in certi casi le due definizioni sono intercambiabili.
Ma forse una delle due contiene l'altra? Cioè: il diverso contiene lo sbagliato o viceversa? Tutto ciò che è sbagliato è anche diverso, o tutto ciò che è diverso contiene lo sbagliato?
Mi tolgo la maschera di Marzullo, mi fermo a pensare un momento, e poi arrivo a questa conclusione: l'uomo, a parer mio, in primo luogo giudica come "diverso" e poi giustifica l'azione tirando fuori il concetto di sbagliato. A volte lo fa con coscienza, a volte in modo del tutto inconsapevole.
Vediamo di spiegarci, come al solito gettando delle basi su cui costruire il discorso, e come al solito in stile "socratico" (facendosi delle domande e dandosi delle risposte): può l'uomo stabilire cosa è "giusto" in modo assoluto?
No, o meglio, può ma solo in modo relativo: infatti ciò che è giusto oggettivamente per un uomo, può essere ingiusto altrettando oggettivamente per un altro. Esiste una giustizia "totale" che vada bene ad ogni uomo? Si, ma solo nelle risposte delle candidate a miss Italia, e cioè "la pace la fratellanza e la giustizia per tutti gli uomini".
Tralasciando queste patetiche utopie, purtroppo bisogna amaramente constatare che non esiste a livello concreto e attuabile una forma di giustizia universale, e per un semplice motivo: gli uomini non sono tutti identici (parlo di mente, di psiche, non di razza o simili ovviamente): ogni soggetto è diverso dall'altro per motivi infiniti, ergo ogni soggetto ha un suo personale concetto di felicità e giustizia, e quindi di giustezza.
Premesso che non esiste quindi una giustezza universale, esiste forse una "erratezza", uno "sbagliato" universale?
Qui il discorso cambia: a livello universale per ogni uomo è "sbagliata" la fame, la schiavitù, la miseria, la malattia.
Ovviamente poi ci sono uomini che procurano queste ad altri uomini, ma fa parte della (stramaledetta) natura umana il pensare a sè a discapito di altri.
Diciamo quindi che a livello generale e teorico si può parlare di "sbagliato" assoluto, e non solo relativo.
Però l'uomo non è solo diverso da ogni altro, ma vivendo in gruppi organizzati, le "società", anche queste sono diverse le une dalle altre per principi, credenze, leggi e morale vigente. Ecco quindi che per i fondamentalisti è "sbagliata" ogni altra religione diversa dalla propria (per i cattolici anche, ma in modo più sottile...), per i socialisti è "sbagliato" il capitalismo selvaggio e per gli juventini (a modo loro) è "sbagliato" essere interisti. Ho volutamente esagerato con gli esempi solo per far capire quanto è elastico il termine "sbagliato" e a quanti aspetti della nostra vita può essere associato.
Prima di tornare alla domanda originaria (che differenza c'è tra "sbagliato" e "diverso"?) ricapitoliamo brevemente:
1- è praticamente impossibile per l'uomo stabilire cosa è giusto per tutti;
2- è un po' più semplice stabilire cosa è "sbagliato" per tutti
3- sicuramente è facile trovare dei concetti assoluti di "sbagliato" nei vari aspetti che compongono le società umane.
E' soprattutto di queste ultime che voglio parlare.Sempre l'uomo ragiona in base al giusto e allo sbagliato? In base a cosa stabilisce l'uno e l'altro per l'ambiente in cui vive?
Di solito l'uomo agisce valutando, di ogni cosa, i cosiddetti "pro" e "contro": è possibile fare questo sempre, ogni volta?
Io dico di no: perchè in ogni società umana esiste un altro elemento, oltre alla logica comune e al cosiddetto "buon senso", che spesse volte risulta fondamentale nelle decisioni prese, ovvero la tendenza che hanno le società a "chiudersi" e a "conservare".
Ecco che in certi casi abbiamo assistito a scelte, da parte di determinati settori umani, apparentemente inspiegabili e motivate soltanto dalla chiusura mentale e dalla volontà di non aprirsi a ciò che è nuovo, sconosciuto e quindi rischioso.
Per esemplificare rapidamente ho bisogno di prendere, come modello, la società (l'ambiente) più conservatore, chiuso ma altrettanto ramificato, potente e influente, antico ma ancora attuale, ambizioso ma ormai malato terminale: si esatto, il mondo cattolico.
Il mondo cattolico e la Chiesa sua padrona sono l'esempio tipico di una società che ha sempre sparato sentenze sul giusto e sullo sbagliato ma non solo per sè stessa, bensì per tutti, anche per i non cattolici. Suo obbiettivo? Come direbbero Il Prof e il suo fidato Mignolo, la "conquista del mondo". Badate che non scherzo. Ormai però è 2000 anni che ci provano e grazie a dio (!!!) sembra proprio che siano destinati a collassare.
Cosa c'entra tutto questo con il discorso che stavo facendo?
Semplice: il mondo cattolico è l'esempio concreto e tangibile di un ambiente che valuta prima di tutto il diverso-da-sè, per poi eventualmente (non sempre lo fa) appiccicargli l'adesivo di "sbagliato" al fine di non dovere giustificare la propria volontà e le proprie scelte. Volete qualche esempio? Eccovene tre:
- come si è comportata la Chiesa di fronte al fenomeno del rock'n roll? Lo ha bollato come "la musica di satana" e ha bandito per lustri dalle radio le canzoni che di lì a poco avrebbero spopolato nel mondo
- come si è comportata la Chiesa con il comunismo? Apriti cielo, una dottrina umana che progetta il paradiso in terra: qui gli sono andati a rantumare roba di loro stretta competenza!! Ed ecco che i preti di tutto il mondo cattolico minacciavano di scomunica chi si avvicinava al comunismo (salvo poi appoggiare il fascismo, ma vabbè...)
- come si è comportata la Chiesa di fronte a fenomeni sociali come l'aborto e il divorzio? Anche in questo caso anatemi, minacce di inferno per chi scioglieva ciò che dio in persona aveva legato, per chi uccideva un bimbo mai nato ecc ecc.
Tutti esempi tipici di "sbagliato" per una società ben precisa (in quanto a leggi interne, a morale e a principi), ma altrettanto tipici di un giudizio precedentemente dato a questi "fenomeni" (sociali, politici, quel che volete): la Chiesa non ha fatto opposizione perchè questi erano "sbagliati in sè", bensì perchè DIVERSI da tutto ciò che predicavano.
Il rock n roll è stato osteggiato perchè (oltre che essere stato inventato dai neri) cantava di sesso, di lussuria, di piacere terreno: poteva forse permettere la Chiesa che la gente iniziasse a smettere di seguire i precetti di castità e sofferenza costante? No, perchè rinunciare a questi precetti equivaleva perdere una parte del controllo sulle persone, e quindi una perdita di potere. Potere vero, perchè agiva sulle menti delle persone.
E lo stesso vale per gli altri esempi che ho fatto.
Abbiamo quindi prima di tutto il "diverso", che di per sè non contiene nessuna accezione positiva o negativa, che spinge la gente a giudicare i fatti: e questo modo di pensare si chiama pregiudizio.
Sappiamo bene perchè ce lo insegnano fin da piccoli che è sbagliato giudicare quando si hanno pregiudizi, poichè i pregiudizi sono sbagliati. Alla luce di quanto ho detto prima, sapreste tradurre la frase precedente? Riusciamo a stabilire razionalmente se il nostro modo di ragionare inizia da pregiudizi che ci sono stati inculcati fin dalla nascita? Siamo sicuri di non agire sotto costante vizio causato da pregiudizi?
Inoltre: se facciamo del pregiudizio un dogma, una base, una colonna portante del nostro modo di pensare e ragionare, con che coraggio poi ci stupiamo dei libri della Fallaci (e di quelli che li comprano?), della Lega al governo e di Calderoli ministro, di Bush capo del mondo e delle guerre in Iraq o Afghanistan?
Noi giudichiamo "sbagliato" essenzialmente perchè giudichiamo "diverso". Anzi, spesse volte ci basta giudicare "diversa" una cosa per combatterla, senza nemmeno prenderci la briga di pensare anche al "perchè" la stiamo combattendo e a darci quindi un minimo di giustificazione (inutile, se si va veramente a fondo nel ricercare il "perchè").
Poter ritenere "sbagliata" una cosa è già molto, perchè contrapporre il giusto o lo sbagliato equivale in ogni caso a creare una relazione, a mettere sullo stesso piano due realtà per poterle confrontare, ad avere pensiero critico con cui prendere posizione ed infine ad avere convinzione delle proprie idee nel sostenere giusta una e combattere l'altra.
Quando invece si considera "diverso" qualcosa, lo si elimina da ogni possibile contrapposizione volta al dialogo, lo si esclude, lo si allontana, non si prova nemmeno a conoscerlo: perchè? Perchè è più facile combatterlo.
E' più facile sparare ad un palestinese potenziale terrorista, quando non si sa il perchè quell'uomo è talmente disperato dal ricorrere al proprio sacrificio pur di danneggiare il suo nemico; è facile dichiarare guerra all'Islam quando nemmeno l'uno per cento di coloro che erano a favore di questa guerra sanno cos'è, l'Islam; facile anche votare Berlusconi, colui che a gran voce si è detto "diverso" da tutti i partiti e da tutti i politici normali, quando non ci si chiede chi è questo "politico diverso" e perchè meriterebbe la nostra fiducia.
Il pregiudizio è il peggiore modo con cui relazionarsi e interagire con il mondo esterno.
Il pregiudizio è esattamente quello che l'attuale società cerca di imporci tramite i suoi media (la televisione in primis), e cioè che la nostra società è la migliore di tutte le possibili società, e che non dobbiamo fare altro che viverla passivamente, senza esercitare alcun pensiero critico.
Giusto o sbagliato?? Magari potessimo permetterci di parlare di queste cose, in questa nostra epoca.
Noi siamo ancora più indietro: dobbiamo, secondo me, prima di tutto aprire gli occhi e liberarci di tutti gli schemi che la nostra società ci impone per guardare il mondo. Quando avremo davvero la mente sgombra da ogni pre-giudizio, potremo finalmente iniziare a valutare cosa è davvero giusto e sbagliato, e agire in tal senso, consapevoli che difficilmente si arriverà ad una pace totale, ma con la sicurezza che ci si sta provando davvero senza essere guidati come marionette, come ora ci sta accadendo.
