CI VUOLE UN GRANDE CORAGGIO
Ne hanno parlato i giornali, i telegiornali: vi riporto la notizia tratta dal Corriere della Sera (giornale che odio per vari motivi, ma questo ho trovato su google e su questo mi baso per le informazioni).
Il giovane americano Brandenn Bremmer trovato morto dai genitori
Dramma del piccolo genio, suicida a 14 anni
Un QI di 178. A soli 18 mesi imparava a leggere, compositore precoce e già laureato.
Ignoti i motivi del gesto estremo
IGNOTI I MOTIVI DEL GESTO???
Di certo il giornalista aveva un Q.I piuttosto scarso. Ma è il Corriere, non si può pretendere troppo.
I motivi del gesto sono proprio questi: un QI di 178. A soli 18 mesi imparava a leggere, compositore precoce e già laureato.
E' normale che un ragazzino di quattordici anni, seppur intelligentissimo, sia laureato?
No.
E' normale che un ragazzino-prodigio, consapevole di esserlo, si spari?
Nemmeno.
E allora perchè si è sparato?
Noi non conosciamo la sua famiglia, la sua vita.
Possiamo però immaginarcela, fare un ragionamento a priori e da esso provare a trarre alcune conclusioni.
Brandenn, questo è il suo nome, è americano, un paese dove "essere qualcuno" è fondamentale, e dove i genitori altro non desiderano che i figli DIVENTINO qualcuno.
Brandenn a cinque anni dimostra di avere un quoziente intellettivo che va oltre la categoria di "genio": 178 di puteggio quando il limite per la genialità è di 150.
Da quel momento in poi la sua vita di bambino ha cessato di esistere: a dieci anni, leggo nell'articolo, consegue il DIPLOMA di liceo ma senza frequentare classi o scuole: tutto a casa con tutor al posto dei normali insegnanti e genitori a controllarlo al posto dei compagni di classe.
Dopo il liceo si iscrive all'università dove divora letteralmente materie ed esami, laureandosi a pieni voti.
Nel frattempo emerge in lui il talento per la musica: da semplice "principiante" arriva in giovanissima età ad essere compositore e pubblicare un cd.
Brandenn ha 14 anni. Brandenn ha il mondo nel suo pugno. Brandenn si spara alla tempia.
Dice la psicologa Linda Silverman: "I bambini-genio non seguono una traiettoria naturale. Se cerchi di dare loro la normalità, li distruggi."
Non so se sia vero.
Certo è che, stando ai fatti, avergli fatto vivere una vita da adulto non lo ha certo aiutato.
Ogni essere umano a parer mio DEVE vivere la vita che la sua età gli concede di vivere: un bambino deve vivere come un bambino, non come un ventenne e nemmeno come un sessantenne.
Questo ragazzino, questo Brandenn, così dotato e così diverso, deve avere capito la sua diversità: ma certo non dal punto di vista dell'intelligenza; dal punto di vista della VITA che ha vissuto.
Questo ragazzino non ha mai potuto vivere con i suoi coetanei in una scuola, e confrontarsi con essi, e crescere con loro.
Brandenn non ha probabilmente mai letto fumetti o guardato cartoni animati, poichè troppo impegnato a studiare per il College e l'università.
Brandenn si è sparato alla tempia a quattordici anni non perchè, come dice l'articolo del Corriere, era preoccupato dalla fine dell'università.
Brandenn si è sparato perchè la sua vita non era mai cominciata.
Pensate a come nel passato personaggi eccezionalmente intelligenti abbiano potuto contribuire al bene dell'umanità: Leonardo, Mozart, Einstein e così via.
Brandenn forse non era pari a questi illustri predecessori ma di certo avrebbe potuto fare grandissime cose con quello straordinario dono che il destino aveva riservato per lui.
Ma con i tempi giusti.
Credo che Brandenn si sia sparato perchè profondamente infelice, perchè odiava se stesso e la sua vita, perchè avrebbe in cuor suo preferito essere un Forrest Gump piuttosto che un Genio.
Hanno fatto del suo talento una condanna, e della sua vita un vero inferno.
Brandenn si è sparato, e forse proprio questo gesto esprime la sua intelligenza, che lo ha portato a riflettere sulla sua vita e a porre fine ad essa.
Non dico che abbia fatto bene.
Dico solo che Brandenn, 14 anni, genio, ha avuto un grande coraggio.
Ultima riflessione: una società che porta al suicidio un ragazzino-genio è una società malata.
p.s.
scusate il caos che regna sovrano in questo post, ma ho scritto questo post all'una e quaranta di notte e il cervello ogni tanto si disconnetteva
