lunedì, 21 marzo 2005

CI VUOLE UN GRANDE CORAGGIO

Ne hanno parlato i giornali, i telegiornali: vi riporto la notizia tratta dal Corriere della Sera (giornale che odio per vari motivi, ma questo ho trovato su google e su questo mi baso per le informazioni).

Il giovane americano Brandenn Bremmer trovato morto dai genitori
Dramma del piccolo genio, suicida a 14 anni
Un QI di 178. A soli 18 mesi imparava a leggere, compositore precoce e già laureato.
Ignoti i motivi del gesto estremo

IGNOTI I MOTIVI DEL GESTO???
Di certo il giornalista aveva un Q.I piuttosto scarso. Ma è il Corriere, non si può pretendere troppo.
I motivi del gesto sono proprio questi: un QI di 178. A soli 18 mesi imparava a leggere, compositore precoce e già laureato.
E'  normale che un ragazzino di quattordici anni, seppur intelligentissimo, sia laureato?
No.
E' normale che un ragazzino-prodigio, consapevole di esserlo, si spari?
Nemmeno.
E allora perchè si è sparato?

Noi non conosciamo la sua famiglia, la sua vita.
Possiamo però immaginarcela, fare un ragionamento a priori e da esso provare a trarre alcune conclusioni.
Brandenn, questo è il suo nome, è americano, un paese dove "essere qualcuno" è fondamentale, e dove i genitori altro non desiderano che i figli DIVENTINO qualcuno.
Brandenn a cinque anni dimostra di avere un quoziente intellettivo che va oltre la categoria di "genio":  178 di puteggio quando il limite per la genialità è di 150.
Da quel momento in poi la sua vita di bambino ha cessato di esistere: a dieci anni, leggo nell'articolo, consegue il DIPLOMA di liceo ma senza frequentare classi o scuole: tutto a casa con tutor al posto dei normali insegnanti e genitori a controllarlo al posto dei compagni di classe.
Dopo il liceo si iscrive all'università dove divora letteralmente materie ed esami, laureandosi a pieni voti.
Nel frattempo emerge in lui il talento per la musica: da semplice "principiante" arriva in giovanissima età ad essere compositore e pubblicare un cd.
Brandenn ha 14 anni. Brandenn ha il mondo nel suo pugno. Brandenn si spara alla tempia.
Dice la psicologa Linda Silverman: "I bambini-genio non seguono una traiettoria naturale. Se cerchi di dare loro la normalità, li distruggi."

Non so se sia vero.
Certo è che, stando ai fatti, avergli fatto vivere una vita da adulto non lo ha certo aiutato.
Ogni essere umano a parer mio DEVE vivere la vita che la sua età gli concede di vivere:  un bambino deve vivere come un bambino, non come un ventenne e nemmeno come un sessantenne.
Questo ragazzino, questo Brandenn, così dotato e così diverso, deve avere capito la sua diversità: ma certo non dal punto di vista dell'intelligenza; dal punto di vista della VITA che ha vissuto.
Questo ragazzino non ha mai potuto vivere con i suoi coetanei in una scuola, e confrontarsi con essi, e crescere con loro.
Brandenn non ha probabilmente mai letto fumetti o guardato cartoni animati, poichè troppo impegnato a studiare per il College e l'università.
Brandenn si è sparato alla tempia a quattordici anni non perchè, come dice l'articolo del Corriere, era preoccupato dalla fine dell'università.
Brandenn si è sparato perchè la sua vita non era mai cominciata.

Pensate a come nel passato personaggi eccezionalmente intelligenti abbiano potuto contribuire al bene dell'umanità: Leonardo, Mozart, Einstein e così via.
Brandenn forse non era pari a questi illustri predecessori ma di certo avrebbe potuto fare grandissime cose con quello straordinario dono che il destino aveva riservato per lui.
Ma con i tempi giusti.

Credo che Brandenn si sia sparato perchè profondamente infelice, perchè odiava se stesso e la sua vita, perchè avrebbe in cuor suo preferito essere un Forrest Gump piuttosto che un Genio.
Hanno fatto del suo talento una condanna, e della sua vita un vero inferno.
Brandenn si è sparato, e forse proprio questo gesto esprime la sua intelligenza, che lo ha portato a riflettere sulla sua vita e a porre fine ad essa.
Non dico che abbia fatto bene.
Dico solo che Brandenn, 14 anni, genio, ha avuto un grande coraggio.

Ultima riflessione: una società che porta al suicidio un ragazzino-genio è una società malata.


p.s.
scusate il caos che regna sovrano in questo post, ma ho scritto questo post all'una e quaranta di notte e il cervello ogni tanto si disconnetteva

postato da: TheZar alle ore 12:09 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: etica

Commenti
#1    21 Marzo 2005 - 13:30
 
Si, ma anche se non avessero fatto della sua vita una condanna? Sarebbe stata una condanna comunque, pensare a sè stessi con la consapevolezza di essere "qualcosa di più", il che sarebbe perfettamente piacevole e sopportabile, se solo non si fosse anche soli. Essere circondati da un oceano di mediocrità che ti guarda stupita senza capirti, non possiamo sapere i reali motivi del gesto, ma intuire che essere geni è più una maledizione che un dono si. Non ce la faccio a definirlo coraggioso, perchè è pur sempre uno che ha preferito andarsene via anzichè alzarsi e combattere lo stesso, ma si può ipotizzare che ciò che si sarebbe trovato a vivere sarebbe stato molto pauroso.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente NickCohen

#2    21 Marzo 2005 - 20:55
 
Credo che sia questione dell'epoca in cui viviamo.Troppe pressioni,comunque,poche certezze.Leonardo era un genio,ma era normale.Se ci pensiamo era normale che un quattordicenne vivesse a corte e dipingesse volte e tele per principi che spesso...avevano qualche anno in più di lui.Alla fine però non venivano soffocati da una pressione costante...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Minerva84

#3    21 Marzo 2005 - 22:38
 
Quando ho appreso la notizia ho provato ad immaginare l'immensa solitudine in cui si trovava quel bambino. Io, alla sua età, ero molto solo, avevo pochissimi amici, ma frequentavo regolarmente la scuola, avevo compagni di classe (anche se spesso avevo con loro rapporti ben poco promettenti). Lui che amici può aver avuto? Non ha mai frequentato una scuola, non ha mai frequentato un parco giochi, non ha mai frequentato compagni della propria età, non gli è mai stata data la possibilità di crescere. A quattordici anni si pretendeva che cominciasse a lavorare come una persona adulta. Ma si vive una volta sola, cazzo! Quello che gli è stato tolto non gli sarebbe stato restituito mai più! Mai più!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pit82

#4    22 Marzo 2005 - 19:23
 
rispondo a Nick: una persona può essere intelligentissima ma anche mediocre nello stesso tempo, una non esclude l'altra..

rispondo a minerva: la frase finale che ho inserito si riferisce proprio al tuo ragionamento.+

rispondo a pit: hai centrato in pieno quel che è il mio pensiero e il motivo per cui questa faccenda mi ha sconvolto!
Che fai, mi leggi nella mente?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente TheZar

#5    23 Marzo 2005 - 19:50
 
Beh, non possiamo mica sempre insultarci, ogni tanto dovremo pure andar d'accordo, no? ;)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente pit82

Commenti

Chi sono

Utente: TheZar
Nome: Dario Serventi
«Mi metto dalla parte del torto, in mancanza di un altro posto in cui mettermi»

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

ShinyStat

Contatore

visitato *loading*volte