ZITTI TUTTI
- ovvero -
perchè ho tolto i commenti al blog?
Tutti mi vogliono tutti mi cercano (in realtà quattro gatti) per sapere perchè ho tolto i commenti al mio blog.
I motivi sono tanti, e tutti hanno concorso a farmi prendere tale decisione.
Qui metto i principali:
CAUSE REMOTE
- i lettori abituali del mio blog sono, come spesso accade, miei amici, i quali SANNO GIA' come la penso sui temi che affronto.
Mi sono reso conto con il tempo che ormai con loro si discuteva di certi argomenti solo online, perdendo invece la discussione "dal vivo": siccome mi interessa molto di più, con loro, discutere a quattr'occhi, di sicuro la chiusura dei commenti mi permetterà (spero) di tornare ad affrontare certi argomenti faccia a faccia e non solo, come detto prima, virtualmente;
- i lettori saltuari sono sconosciuti: nel 80% dei casi si tratta di gente che cerca pornografia (vedere le mie chiavi di ricerca) e a questi dico "pazientate, ci sto lavorando". Nel restante 20% ci sarà un 3% di gente che lascia commenti intelligenti (non necessariamente di consenso ma anche di critica ovviamente) e un 17% che rovina la discussione insultando o, peggio che mai, dicendo cazzate e banalità.
Siccome nel mio piccolo ci tengo al mio blog e siccome ultimamente ne sto ricavando qualche soddisfazione personale di cui, se tutto va bene, vi parlerò prossimamente, l'idea di poter permettere a degli imbecilli di sputtanare le cose che scrivo mi ha sempre fatto andare in bestia; siccome io sono l'autore di dallapartedeltorto, posso decidere cosa come e quando modificarlo, chiuderlo, censurarlo, scriverci sopra W le Tette e altre amenità.
Se faccio queste cose è perchè in questo momento reputo siano le cose giuste da fare.
E per me togliere i commenti è stata la cosa più giusta che abbia fatto su questo sito web fin dai tempi della pubblicazione della foto della suora che si masturba col crocefisso (bei tempi)
- sapere che c'era della gente che mi leggeva e mi commentava in qualche modo era un vincolo alla mia scrittura: inconsciamente tutte le volte che scrivevo qualcosa pensavo "ma alla gente piacerà?" in certi casi anche portandomi all'autocensura e limitando molto i contenuti che volevo via via pubblicare. Ebbene, so che è una operazione puramente teorica in quanto la gente continua a leggermi: ora però che i commenti non possono più essere lasciati nel momento in cui scrivo mi sento un po' più libero a livello "mentale".
Il CONSENSO è una brutta bestia, e la ricerca del consenso e degli applausi porta spesso ad imputtanirsi, a finire nei Reality in televisione, a scrivere il contrario di ciò che si pensa se in quel momento va di moda il contrario. Ebbene, non ci voglio entrare in un simile circolo vizioso.
- sono in una fase di transizione dal punto di vista politico: faccio politica da ormai tre anni in Sg e continuo a farla perchè nonostante tutto penso sia una necessità per me continuare a farla; tuttavia sto diventando molto più critico e molto più intransigente su alcuni temi, tanto da essere arrivato ormai alla consapevolezza che -udite udite arriva il dittatore- NON tutte le opinioni sono valide solo perchè "opinioni".
Mi spiego: se uno nei commenti mi scriveva una stronzata eio fino a non troppo tempo fa mi mettevo lì con santa pazienza a rispondere garbatamente facendo notare l'errore (di comprensione o di quello che volete).
Ora non mi interessa più, per un motivo semplice: oggi siamo nel mondo dell'opinione.
Tutti parlano di tutto: veline parlano di guerra, calciatori parlano di politica internazionale, presentatori tv fanno di volta in volta i medici gli avvocati gli architetti e via dicendo.
Tutti, solo in virtù del famigerato "diritto" di parola, si sentono autorizzati al loro pensierino su qualsiasi argomento, dalla figa alla fisica nucleare.
Bene, benissimo.
Liberissimi di farlo. Però, fatelo a casa vostra! Mi spiego: come dice Nanni Moretti "le parole sono importanti" ma sono importanti anche i contesti, il tema, lo scopo con cui si parla e si vuole creare una discussione o un dibattito; se Bruno Vespa fa una puntata di Porta a Porta sulla guerra in Iraq con l'evidente scopo di "informare" o di approfondire qualche tema e poi cede la parola a Valeria Marini, automaticamente tutto il programma perde di dignità! E attenzione: non per colpa della Marini. Semplicemente, perchè la Marini non è competente a parlare di certe cose.
Se la puntata fosse stata sui falli di gomma o sul silicone, la Marini sarebbe stata autorevole oratrice (brrrrrr).
Ma non sulla guerra.
LA QUESTIONE CENTRALE
Ebbene: oggi tutti parlano di tutto.
E in questo tutto la "verità" va a puttane.Io sono assolutamente convinto che le verità oggettive esistano:
qualche esempio?
La guerra in Iraq è stata un errore.
A Genova durante il G8 la democrazia era sospesa.
Gli Stati Uniti sono una gigantesca pseudo-democrazia in cui di fatto i diritti delle persone non vengono rispettati e non solo a Guantanamo.
Berlusconi Silvio è un mafioso, Craxi era un ladro e Fini un fascista. Sono FATTI questi, dimostrati da processi o dagli stessi soggetti protagonisti.
Le OPINIONI sono quelle parole pronunciate a caso che mettono in discussione tali verità.
Oggi la gente non dice "la penso così", ma subito corre sulla difensiva e dice "è la mia opinione quindi posso dirla liberamente".
E io dico: se la tua opinione è una stronzata, tu non hai detto una opinione, hai detto una STRONZATA.
E a me le stronzate non interessano.
CAUSE RECENTI:
Voi direte: "anche tu parli di tutto" e "queste sono le tue opinioni".
Si, parlo di tutto: ma se avete notato riporto o cito sempre le fonti da cui traggo le informazioni presenti nei miei testi, e i miei GIUDIZI (e non "opinioni") sono sempre basati su tali fatti.
Quando è morto Franco Scoglio tutti i mass media, tutti i blog, tutti i siti privati si sono sciolti nella commozione, nella celebrazione dell'uomo, nella necrofilia tipica che, come ci ha fatto notare ekatherine tempo fa, la nostra società ama tanto.
Tutto questo è stato un atteggiamento ipocrita.
La Gazzetta dello Sport riportava la notizia della morte di Scoglio accanto alla notizia "la Juve conta i feriti": è rispetto, questo?
Repubblica.it riportava già pochi minuti dopo l'accaduto il VIDEO della morte di Scoglio!!! E' rispetto questo?
Io cos'ho fatto? Ho scritto che Scoglio ha fatto una morte da cretino, e non solo: ho aggiunto che chi muore discutendo di calcio è un cretino.
Ho anche aggiunto che probabilmente lo stesso Scoglio si sente un cretino ad essere morto così.
Risultato? Sono stato sommerso di VISITE e di INSULTI.
Qui ho capito: mi ero imputtanito.
Anche io, come tutti, ero finito a parlare di Scoglio, pur avendolo fatto in modo più dignitoso di molti altri blog o media vari.
I commenti, le visite e le chiavi di ricerca stavano lì a dimostrarlo.
Fortunatamente alcuni visitatori avevano capito i miei intenti, ma la stragrande maggioranza aveva iniziato -SUL MIO BLOG- una sorta di concorso in stile "troviamo l'insulto migliore".
Una cosa del genere non mi ha dato fastidio in sè e per sè: mi ha fatto incazzare assai perchè il mio blog e il mio post era stato ROVINATO dalle opinioni e dalla stupidità di molte persone.
E così, ho tolto i commenti.
Sono abbastanza sicuro di me stesso e delle mie idee da non aver bisogno dei commentini -positivi o negativi che siano - alle cose che scrivo.
Quando sbaglio me ne accorgo, e spesso rettifico.
Ho comunque lasciato nella colonna di destra il mio indirizzo MSN e di posta: in questo modo chiunque voglia contattarmi per dirmi qualunque cosa può farlo.
Qualcuno che voleva confrontarsi con me, voleva sapere come la pensavo su certe cose, o semplicemente voleva chiedermi spiegazioni su quel che avevo scritto, mi ha già contattato. E con loro ho potuto discutere in tempo reale, spiegarmi, ascoltare le loro idee e mettere in discussione le mie.
Cosa che faccio quotidianamente con i miei amici, i miei famigliari, i miei compagni in SG e in altri ambienti e situazioni dove non si sparano luoghi comuni a caso beandosi e vantandosi di "discutere".
Lasciando il commento libero, il mio blog stava diventando una specie di Porta a Porta dove di volta in volta le varie Alessia Merz dicevano la loro spesso sparando banalità o sonore cazzate.
Di questo, e di molto altro ancora, mi sono clamorosamente rotto i coglioni.
