giovedì, 13 aprile 2006

Futura politica

Per concludere la "trilogia" di post sulle elezioni, vi offro una sorta di previsione sulle alleanze politiche future, alla luce di quanto detto e discusso su questo blog.

La mia tesi è:

- il paese non è affatto spaccato perchè l'elettorato non ha avuto la possibilità di scegliere tra due politiche veramente antitetiche;
- il fatto che il Polo e l'Ulivo siano entrambi praticamente al 50% del consenso popolare dimostra che vi è una totale omologazione di pensiero e di visione della realtà da parte degli italiani
- la scelta tra Polo e Ulivo è stata dettata, nella stragrande maggioranza dei casi, dalla personale antipatia o simpatia per i due leaders, ignorando totalmente i programmi e le politiche di entrambi gli schieramenti
- altro fattore di scelta è stato la presenza degli "estremi", come Rifondazione a sinistra e Lega Nord a destra; molti elettori che avrebbero votato a sinistra perchè "scontenti" di Silvio non l'hanno fatto per la presenza dei "comunisti", così come molti elettori che solitamente votano a destra non l'hanno fatto per la presenza di partiti come appunto la Lega Nord; le due quantità sono all'incirca uguali, e questo denota ulteriormete il totale appiattimento politico.

Alla luce di questo, abbiamo i classici tre "settori" della politica: sinistra - centro - destra.
In quest'ottica a livello puramente teorico avremmo una distribuzione dell'elettorato di questo tipo: 20% - 60% - 20%

La politica attuale vede invece due categorie: sinistracentro e centrodestra.
L'elettorato si è così suddiviso ESATTAMENTE in due: evidentemente gli "estremi" dei due poli non hanno "allontanato" i moderati dalla loro coalizione, e contemporaneamente i due "centri" non sono riusciti a strapparsi l'un l'altro elettori.
Il motivo, come  detto, è essenzialmente uno solo: i due poli sono sostanzialmente la stessa cosa.
Non hanno saputo fornire motivazioni sufficienti all'elettorato affinchè la maggioranza di esso votasse uno anzichè l'altro.
Lo dicono i fatti, non lo sto dicendo io.

Sostanzialmente ci ritroviamo con una divisione politico-istituzionale che non rispecchia la divisione dell'elettorato:
abbiamo solo due poli e contemporaneamente tre "tipi" di elettorato.

Schieramenti Politici
Ulivo - Polo
Elettorato
di sinistra - di centro - di destra

Ecco quindi la mia assolutamente banale previsione sulla futura situazione politica italiana, a cui premetto una domanda:

quanto tempo pensate che ci metteranno i vari Bonino, D'Alema, Fassino, Prodi, Mastella, Di Pietro, Bobo Craxi, Rutelli, Follini, Tabacci, Casini, Giovanardi a guardarsi negli occhi e dirsi "abbiamo i numeri per governare per i prossimi 150 anni"?

Ve lo dico io: ci metteranno cinque anni, dieci al massimo.
A partire dall'altro ieri.

Dopodichè l'Italia tornerà ad avere il suo bel CENTRO e i relativi estremi ai lati, con però proporzioni molto diverse rispetto al passato:
avremo un 15% sinistra, un 70% centro e un 15% destra.
I motivi del calo di "estremi" rispetto al passato sono ovvi: difficile, storicamente e socialmente, dirsi "comunista" nel 2006.
Sicuramente più facile dirsi "fascista", anche perchè ora quella parola è stata sostituita da altre molto più neutre, anzi direi più "centriste".

In questo modo nessuno potrà gridare alla "spaccatura" dell'elettorato che, ripeto, GIA' ORA NON ESISTE: sarà per me molto interessante vedere dove si schiereranno molte persone che conosco.

Chi invece è capace di aprire gli occhi, si renderà conto che il paese sarà autenticamente spaccato e non solo a livello squallidamente elettorale perchè finalmente, almeno a sinistra, ci sarà la possibilità di fare una politica nuova, estranea a logiche di consenso e di vittoria ad ogni costo (che portano a quel che abbiamo visto e stiamo vedendo), una politica che forse con il tempo potrà intaccare il colosso moderato-moderista  (grazie, Stefano Benni) che già esiste oggi a livello popolare e politico-ideologico e che tra non molto vedrà la luce a livello politico-istituzionale.

Ultima nota di colore:
l'inno del prossimo mostruoso centro?
Quello che Gene Gnocchi ha cantato ieri a Ballarò: "Eee Forza Italia la trionferàaa... Eee Forza Italia la trionferàaaaa"

postato da: TheZar alle ore 13:00 | link | commenti (9) | commenti (9)
categorie: etica, politica

Commenti
#1    13 Aprile 2006 - 19:01
 
Secondo me invece l'elettorato qualche differenza l'ha percepita... logico che poi su certi temi, vedi la (non) laicità dello stato, essendo purtroppo che le elezioni si vincono al centro (ahimè), ci fosse una sostanziale comunanza di idee. Come dicevi tu nell'altro post, oggi in Italia la minoranza siamo noi, il centro su cui puntare, invece, loro. In altri Paesi avviene il contrario.

Il futuro dell'Italia si gioca sui giovani: ma chi sono i giovani in Italia? I non-clericali che difendono la libertà di scelta individuale e che concepiscono la tassazione come qualcosa di necessario e, perchè no, positivo? Oppure gli egoisti disinteressati che pensano solo al loro interesse, a ottenere una posizione di prestigio rispetto agli altri e che quindi trovano in Forza Italia e nel suo self-made man un modello (e che ovviamente non si pongono neanche il problema se sia lecito o meno salire sul carro dell'Occidente, della Cristianità, dei Valori Tradizionali e altre seghe mentali, semplicemente perchè conviene)?

Cosa sarebbe successo al Senato se gli under 25 avessero potuto votare?

Scusa l'apparente OT, ma secondo me per capire l'Italia di domani dobbiamo capire prima di tutto il nostro ruolo: siamo una generazione troppo diversa da quella che ci ha messo al mondo, nel bene e nel male. Riusciremo ad arginare la deriva centrista?
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#2    14 Aprile 2006 - 01:45
 
il centro che descrivi è tanto eterogeneo quanto le due coalizioni di centro-trattino-qualcosa che dovrebbe sostituire: vaio da di pietro a bettino craxi sulla giustizia, da giovanard-mastella alla bonino su laicità e diritti civili, da d'alema a rutelli in politica estera... e potrei continuare ancora.

la maledizione del tre-italiani-quattro-partiti, cioè, non sta solo nei due poli.
e d'altronde il grande centro sarebbe una coalizione basata sulla collocazione e non sui "programmi"... è bacata già in partenza. non farebbero nulla di concreto, così come la dc ben + forte di loro messi assieme non ha fatto in 40 anni.

con ciò non voglio dire che non si farà. anzi... magari margherita e udc ci proveranno pure, inglobando in sé rotondi, mastella e mpa-lombardo.
ma non sarei così certo di una loro così netta affermazione. magari, chissà, è la volta buona che gli italiani si svegliano e li mandano a quel paese (sogni di una notte di mezz'aprile).
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#3    14 Aprile 2006 - 01:46
 
ovviamente nel commento precedente volevo dire BOBO, non BETTINO craxi.

(ho il sospetto che sia un lapsus freudiano)
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#4    14 Aprile 2006 - 07:59
 
non sono d'accordo sul fatto che molti che avrebbero voluto votare a sinistra non l'hanno fatto per via dell'estrema sinistra e che molti che volevano votare a destra non l'hanno fatto per la presenza della lega. Anche nel 2001 c'era la lega.
Anzi,poi,riguardo le ultime elezioni,Rifondazione ha avuto un buon risultato. e VivaDio!
io a parte una volta,ho sempre votato Rifondazione,ma se Prodi,per un improvviso impazzimento delle cellule cerebrali e con lui tutta la sinistra,dovessero accettare quest'idea della"grande coalizione",la sinistra non avrà mai piu' il mio voto.
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#5    14 Aprile 2006 - 10:21
 
Secondo me il discorso di Nick è sensato. Sono i giovani che forse possono arginare questa deriva. L'elettorato dei quarantenni è troppo asuefatto all'idea che moderato sia sinonimo di buono e schierato di cattivo per poter anche solo ragionare sul programma dei partiti "estremisti" (che poi li vorrei vedere a dover trattare con estremisti veri, comunque).L'importante è saper gestire per ora la situazione per poi sviluppare un dibnattito che porti non alla creazione di una grande coalizione centrista, ma alla creazione della grande sinistra, con i partiti di sinistra non di centro. Ma forse questo è solo un sogno...I've a dream...
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#6    14 Aprile 2006 - 11:38
 
benissimo, basta ricordarsi che "i giovani" non sono ALTRE PERSONE rispetto a noi, ma siamo prima di tutto noi, singolarmente.

Ognuno di noi quindi deve farsi una bella autocritica, e sforzarsi di leggere ed interpretare la realtà già con lo scopo di creare i presupposti per questo cambiamento.

Tali presupposti potranno esserci solo se a livello mentale e culturale i "giovani" sapranno emanciparsi da QUESTA cultura, che va dall'Ulivo al Live8 ad MTV ai film di Muccino fino ad arrivare ad Emilio Fede e il Bagaglino.

Bisogna fare PIAZZA PULITA, è l'unico modo: altri non ce ne sono, e negarlo è partire sconfitti.

Bisogna quindi vedere a che punto una persona riesce a mettersi in discussione e a mettere in discussione quel che fino a ieri ha sempre vissuto, apprezzato e goduto.
Non ho detto che sia facile.
Però può aiutare a capire meglio certe dinamiche, una volta che si è riusciti a guardare alla "realtà" da un punto di vista esterno.



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#7    14 Aprile 2006 - 12:02
 
a livello puramente tecnico quello che dici è possibilissimo.
la vecchia DC ingloberebbe le parti più moderate del partito comunista il partito socialista creando un ultra-partito decisamente imbattibile...
nella realtà però questo sarà (per fortuna!) quasi impossibile da realizzarsi.
Infatti, come dice bene chi mi ha preceduto, le differenze su posizioni "di coscienza" tra alcune (aggiungo io fondamentali) anime di questo possibile ultra-partito, sono inconciliabili... per capirci... DS e RNP (nonostante il passato flirt Radicale con la CDL...) sono inconciliabili con qualsiasi partito di centro destra che tu hai citato... cmq (con mio grande rammarico) tutto questo sarà scongiutrato ulteriormente dalla realizzazione del partito Democratico... formazione senza identità che affascina (vedi risultato Ulivo...) più gli elettori che i militanti dei partiti fondatori...(parlo da "dentro"...!!)
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#8    15 Aprile 2006 - 22:48
 
per chi si districa benino con l'inglese consiglio questo articolo che ho letto sul time europe: http://www.time.com/time/europe/html/060410/story.html. TheZar, tu scrivi programmi VERAMENTE antitetici, e credo che per averli ci sia bisogno di uomini VERAMENTE antitetici, se dai una letta all'articolo capirai in che senso :)
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#9    16 Aprile 2006 - 16:36
 
che non ci siano competitività e ricambio generazionale lo si sa da tempo, il Time scopre l'acqua calda.
Il problema è che dopo l'analisi bisogna rimediare, ed è lì che ci fermiamo... vuoi perché si ha già il potere e non lo si vuole perdere, vuoi perché si è allergici alla competizione ed alla meritocrazia.
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